Installazione Fedora
Questa guida si propone di trattare l'installazione della release Fedora 16 "Verne", su un personal computer con architettura a 32 bit utilizzando l'installazione da DVD.
Tutte le versioni di Fedora sono liberamente scaricabili e vengono messe a disposizione dal FedoraProject.
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Attenzione ! L'immagine ISO che è stata scaricata dal link del FedoraProject sopra riportato deve essere masterizzata come immagine e non altro. |
Per l'installazione occorre inserire il disco ed eseguire il boot da DVD.
All'avvio si presenta subito una delle novità di questa versione di Fedora: una scelta di opzioni differenti dalle "storiche".
A parte il countdown, che stavolta non viene interrotto premendo un tasto, ripartendo invece da 60 secondi, (può essere fermato premendo le frecce, su e giù, che permettono altresì di scorrere tra le selezioni), risulta evidente la voce Troubleshooting, per la quale, selezionandola e premendo invio, vengono proposte queste azioni:
- Install Fedora in basic graphics mode, per chi avesse problemi hardware, in particolare sulla scheda video (al di sotto compare la descrizione breve), userà i driver vesa;
- Rescue a Fedora system (per chi avesse problemi di avvio per la mancata istallazione, ad esempio, di Grub2 oppure per modificare i files di una installazione esistente);
- Run a memory test (per controllare la memoria del sistema);
- Boot from local drive;
- Return to main menù (per ritornare al menù principale).
In tutte le azioni è possibile premere il tasto tab per inserire eventuali opzioni, e sono tutte selezionabili, oltre che con le frecce, anche con la lettera che sullo schermo viene indicata di colore diverso rispetto al resto del testo.
Con il tasto "esc", invece, si torna al riquadro precedente.
Selezionando Install or upgrade Fedora e premendo invio, dopo la richiesta di verifica del supporto utilizzato, inizia l'installazione.
Anaconda provvede a chiedere la lingua di installazione e, scegliendo, per esempio, l'italiano, sia la tastiera che l'orario verranno impostati già correttamente nelle successive selezioni, salvo si voglia farlo differentemente.
Come da qualche versione a questa parte, l'installer richiede di qualificare il tipo di utilizzo del disco (o dei dischi) della macchina; le opzioni che vengono proposte sono due:
- dispositivi di storage comuni;
- dispositivi di storage speciale.
Per cui l'opzione selezionata di default, con tutta probabilità, è quella che più risponde alle caratteristiche di un sistema desktop ad uso personale.
Dopo il controllo dei dispositivi, Anaconda richiede di impostare l'hostname, e di configurare la rete (anche wifi) e premendo Configure network è possibile aggiungere la propria connessione, di qualunque tipo essa sia, utilizzando la modalità integrata di Network Manager.
E' possibile, quindi, già in fase di prima installazione, installare i pacchetti più aggiornati prelevati direttamente dai repositori Fedora e quelli aggiuntivi, come spiegato successivamente.
La schermata successiva chiede di calibrare il fuso orario preimpostato (avendo scelto la lingua italiana) su Roma e con l'UTC selezionato (per conoscere di più riguardo il tempo coordinato universale, su Wikipedia è possibile trovare una spiegazione esaustiva).
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Attenzione ! Qualora sulla macchina fosse presente il sistema Windows, è necessario disattivare questa casella (UTC), in quanto l'orario verrebbe sfasato ad ogni avvio di detto s.o. |
Successivamente occorre definire la password per l'utente root, che, come si sa, è quella più importante del sistema.
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Suggerimento : Sarebbe bene seguire le indicazioni di controllo del sistema (non ostativo) sulla forza della password di root scelta. Più è forte la password, più sicurezza si ha. |
Proseguendo con l'installazione occorre prestare particolare attenzione alla parte successiva che è quella riguardante il partizionamento del disco.
I dischi selezionati per l'installazione, saranno quelli interessati al contenimento del filesystem di Fedora, non necessariamente da formattare perchè solo successivamente verrà richiesto di specificare il tipo di partizionamento e la formattazione.
Si arriva, dunque, alla parte relativa al partizionamento che presenta diverse opzioni ed alla quale bisogna prestare particolare attenzione.
Le scelte possono essere diverse, in base alla tipologia di installazione;
- Usare tutto lo spazio (verrà rimosso qualsiasi altro sistema operativo o dati presenti nel sistema);
- Sostituire un sistema Linux esistente (verrà rimosso qualsiasi sistema operativo Linux presente, non altri);
- Ridurre il sistema attuale (potranno essere ridimensionate le partizioni per ricavare nuovo spazio);
- Usare lo spazio libero (non verrà eliminato nè ridotto nulla, verrà solamente utilizzato l'eventuale spazio libero presente nel sistema);
- Creare una struttura personalizzata (è la modalità manuale dove, rispetto a versioni precedenti, occorre prestare attenzione alla partizione bios da creare qualora non si avesse un sistema EFI).
La stessa schermata prevede la selezione di default per l'uso di LVM, l'eventuale crittografia del sistema e l'eventuale revisione e modifica delle partizioni, consigliabile specialmente per quelle automatiche.
In questa guida verrà utilizzata la prima selezione, usare tutto lo spazio (che imposta in automatico LVM) e, come detto, di rivederle utilizzando un unico disco fisso; chiaramente avendone a disposizione più di uno, si potrà distribuire il filesystem su tutti.
Nota bene: la diversa nomenclatura e l'esigua capacità dei dischi sono state già spiegate in testa al presente documento.
Da notare la necessaria partizione BIOS boot, pertanto, che occorre ricordarsi nel caso di partizionamento manuale.
E' possibile, come sempre, modificare le partizioni selezionando il tasto modifica.
Tra le novità di questa release, come visto, c'è anche quella di grub2, ed una delle caratteristiche di questo bootloader è quella di interpretare anche il filesystem brtfs sulla partizione di boot (in caso di partizionamento manuale occorre ricordarsi che deve essere di almeno 500 megabyte).
Nel caso qui riportato brtfs verrà autilizzato sia su /boot che su / che su /home; con quest'ultima da creare, se la si volesse utilizzare separatamente, riducendo la partizione di lv_root e ricavando quindi lo spazio da riservare a lv_home.
Il punto di montaggio della /home, a cui è stato assegnato il nome "lv_home" (il nome potrebbe essere qualsiasi si possa immaginare, nell'esempio è stato usato questo per coerenza con lv_root) , quindi, sarà un volume logico all'interno del volume vg_mailga, il cui file system abbiamo detto essere brtfs. Le dimensioni sono pari allo spazio che è stato tolto a lv_root.
Nell'esempio in esame, per impossibilità di elencazione delle possibili alternative, è stato eseguito un partizionamento in cui si è cercato di spiegare sia l'automatismo che la modifica del risultato, comprendendo di fatto come poter fare nei casi di partizionamento automatico e manuale.
Premendo avanti, ecco il fatidico avviso che segna l'inizio dell'avventura, la richiesta di autorizzazione alla creazione ed alla formattazione del filesystem.
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Attenzione ! Dal momento in cui si acconsente a questa operazione, non c'è più possibilità di tornare allo stato originario del disco. |
Al termine della formattazione viene chiesto dove installare il bootloader (grub2).
Automaticamente Anaconda propone l'MBR del disco dev/sda ma, premendo "cambia dispositivo" è possibile modificare le opzioni e anzichè installarlo sul MBR, si può inserirlo nel primo settore della partizione di boot che, nel caso in esempio è /dev/sda2. Ma se fosse stato scelto di installare su un secondo disco Fedora perchè nel disco di avvio, ad esempio, è presente Windows, è possibile decidere di installare grub2 sul primo settore della partizione di /boot (cioè il disco sdb) e poi invertire l'ordine di avvio dei dischi con l'opzione BIOS drive order.
E' possibile decidere di inserire una password a livello di bootloader, cosa che aumenterebbe la sicurezza.
Si arriva, infine, alla richiesta dell'installer circa il tipo di utilizzo del computer e l'eventuale inserimento di repository aggiuntivi (come gli rpmfusion free e non free), i link ai quali sono da riportare all'interno della stessa schermata premendo Add additonal software repository e scrivendo all'interno della richiesta che appare:
- per gli rpmfusion-free l'indirizzo http://download1.rpmfusion.org/free/fedora/releases/16/Everything/i386/os
- per gli rpmfusion-nonfree l'indirizzo http://download1.rpmfusion.org/nonfree/fedora/releases/16/Everything/i386/os/
I repository Fedora ed Updates sono invece già presenti dando così la possibilità, attivandoli, di avere una istallazione fresca e già aggiornata.
E' possibile, inoltre, attivare la richiesta di modifica dei pacchetti, selezionandone in aggiunta o deselezionandone altri, scegliendo sia le categorie che i pacchetti singoli.
Terminata la fase di installazione, viene chiesto il riavvio (al boot si potrà vedere grub2) che permette di inserire le informazioni di carattere generale e di impostare l'utenza desktop (il superuser root era già stato impostato nella fase precedente).Occorre anche specificare se si vuole utilizzare il proprio account user per compiti amministrativi, in alternativa a root. E' possibile inserire già in questa fase altri utenti, senza doverlo fare successivamente dal proprio Desktop Environment
E' importante considerare di spedire il profilo, molto utile per il debugging, e di ricordarsi di usare una password decisamente robusta anche per l'utente normale.
That's all folks, enjoy.






